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Financial – 04/11/2026

#Lusso #CrisiFinanziaria #AI #FashionTech #HugoBoss #ProiezioniFinanziarie

#Lusso #CrisiFinanziaria

Il settore del lusso sta affrontando una crisi di fiducia tra consumatori e investitori. LVMH ha registrato un calo del 5% nelle vendite della divisione moda nel terzo trimestre, mentre Kering ha visto una diminuzione dell’1% e ha chiuso oltre 100 negozi, con ulteriori chiusure previste. La domanda di capi vintage e il mercato del resale stanno superando il lusso nuovo. Inoltre, il turnover dei creative director è elevato, con uscite recenti come Anthony Vaccarello da Saint Laurent e Seán McGirr da McQueen. Le performance finanziarie di marchi come Saint Laurent e McQueen sono inferiori alle aspettative, aggravate dal contesto economico globale e dalle proteste sul costo della vita. L’industria è sotto pressione per riconquistare la clientela e mantenere la redditività [Leggi di più].

#AI #FashionTech

La prima edizione dell’Ingenium Fashion Tech Symposium, tenutasi a Milano il 21 ottobre, ha esplorato l’adozione dell’intelligenza artificiale e la digitalizzazione della filiera nel settore della moda e del lusso italiano. L’evento, organizzato da Limitless Innovation con il supporto del Ministero delle Imprese e del Made in Italy, ha attirato oltre 900 partecipanti, tra cui imprenditori, investitori e manager, con 72 espositori tecnologici e 35 relatori. Stefano Galassi, co-fondatore di Ingenium, ha delineato le quattro fasi dell’adozione dell’AI: consapevolezza, identificazione dei casi d’uso, governance e implementazione. L’obiettivo è integrare l’AI con l’artigianato italiano per migliorare la scalabilità e l’efficienza senza sostituire le competenze tradizionali. Ingenium punta a espandersi a livello internazionale e a rafforzare i legami con i distretti manifatturieri italiani, con strumenti finanziari sviluppati in collaborazione con Mimit e Invitalia per supportare l’adozione tecnologica [Leggi di più].

#HugoBoss #ProiezioniFinanziarie

Hugo Boss ha rivisto al ribasso le sue proiezioni finanziarie per il 2026, citando una domanda debole e un aumento delle spese non monetarie legate alla svalutazione degli asset. L’azienda prevede ora un EBIT tra €250-300 milioni, rispetto al precedente target di €300-350 milioni. Il capitale circolante netto commerciale è stimato al 21% delle vendite di gruppo, riflettendo termini di pagamento rivisti con i fornitori. Gli investimenti in capitale sono previsti al 4-5% delle vendite, guidati dall’acquisizione di una proprietà logistica. Nel terzo trimestre 2026, le vendite sono diminuite del 5% a valuta costante, con un calo dei ricavi di gruppo a €946 milioni. Nonostante un aumento del margine lordo di 220 punti base al 63,3%, le spese operative sono cresciute del 2%, portando l’EBIT a €81 milioni. La performance è attribuita alla domanda debole nei mercati chiave e al riallineamento strategico sotto l’iniziativa “Claim 5 Touchdown” [Leggi di più].

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